*=fondatori/gestori
Ok provo a cambiare argomento… lo scorso martedì mi sono trovato a pranzo per la prima volta con quattro ragazzi omosessuali. Per la prima volta mi sono sentito veramente il diverso per quanto paradossale la cosa possa sembrare! Conoscevo soltanto uno di loro e da questo sono stato presentato a tutti gli altri all’incirca così: “Questo è Mopattopeo, un mio compagno d’università ed è etero.” Ho pensato ok, onde evitare fraintendimenti… ma durante il pranzo nonostante si fosse notoria la mia eterosessualità si è parlato solo ed esclusivamente di cazzi, di quanto sono grossi o lunghi, di pompini e di culi pelosi e non, larghi, stretti, ecc.
È chiaro che in una conversazione come questa non potessi intervenire molto e qualcuno mi ha detto, notando il mio imbarazzo: “Come sei silenzioso!” ed io cosa potevo rispondere se non: “Sono molto affamato e quindi mi sto gustando il cibo!” Ma era chiaro e palese a tutti che il problema era un altro! Forse è vero che anche noi etero quando ci riuniamo parliamo solo di fica e di tette ma ogni tanto ci capita di parlare di altro, soprattutto se a tavola c’è gente nuova.
Eravamo cinque studenti universitari seduti ad un tavolo, di quante cose si sarebbe potuto parlare? Eppure non si è parlato di nulla! O meglio si è parlato ma solo di una cosa!
Come mai succede questo? Come mai gli omosessuali ci tengono tanto a protestare perché si sentono ghettizzati e poi in una situazione del genere fanno la stessa identica cosa?
Come stavo dicendo nel commento al post di psiko, forse sarebbe il caso di rispondere direttamente in un altro post, quindi eccomi qui.
Dove eravamo rimasti? Ah, ecco. Dicevo che vista in sé, la domanda è abbastanza banale. Essere gay o essere un gay?
Abbastanza sciocca, come cosa. Almeno per la persona in sé, se si è omossessuali o si è un omosessuale, la cosa non cambia: ti piacciono persone dello stesso sesso.
Il punto è: la cosa cambia anche per come ti vedono gli altri? Considerando la domanda partendo da "come mi vede l'altro", la cosa non è diversa? Credo, ripeto, ci sia una stilla di ghettizzazione. E uso questo parola, considerando che di solito il termine mi appare alquanto stupido. Molto più spesso ci si autoghettizza, che non il contrario.
In questo caso, però, essere definito "un" omosessuale, con quella punta di diffidenza e di pregiudizio, mi sembra una forma di ghettizzazione.
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Ok, basta, forse è decisamente un argomento troppo stupido...