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di MrHeartbeat
lunedì, giugno 07, 2004 - 04:26
"
Premetto che condivido l' amarezza ma anche l' ostinato senso della realtà del nostro comune esistere ora e adesso, ma continuo, e voglio continuare, a ricordare a me stessa e a tutti noi che non da oggi sono perfettamente consapevole che quello che stiamo proponendoci di realizzare ha tutte le caratteristiche di una grande, profonda e assolutamente totale rivoluzione culturale.
E quando dico culturale lo intendo nel suo più proprio significato antropologico.
Mutare i poteri ( ovvero fare una rivoluzione secondo lo stile collaudato da qualche millennio) non è poi così difficile: la storia intera ci parla di "nuovi" poteri che si instaurano al posto e sopra altri , ma la sostanza, quella culturale, non cambia perché di poteri sempre si tratta e sempre di poteri "su" mai di poteri "di" o "per": gli esseri umani hanno probabilmente ormai nel loro DNA il bisogno di affermare la propria esistenza "contro", "sopra" l'esistenza degli altri viventi, umani compresi, coartandone o distruggendone qualunque possibilità di essere a prescindere da questa logica di sopraffazione e di morte.
Basta guardarsi attorno, al presente e al passato, ai testi e ai documenti.
E' in buona sostanza quella che io chiamo la "logica di guerra": divide i viventi in vincitori e vinti, e in cui i "vincitori" conquistano il "potere su" e sono comunque "buoni" e padroni della storia, i "vinti" sono quelli comunque cattivi, che non hanno "poteri su" ma al massimo "poteri delegati" e che se riusciranno ad essere di più e più cattivi conquisteranno loro il "potere su" e la Storia la sciveranno loro...e diventeranno "buoni", per forza.
Per trasformare questa "logica" occorre un lungo e paziente lavoro, lungo perchè deve protrarsi nel tempo e attraversare generazioni e generazioni, con costanza, partendo dall'analisi continua delle proprie scelte di azione nel confronto con le proprie sensazioni, emozioni, impulsi, scelte, bisogni esistenziali, analizzandosi pazientemente e lealmente e avendo come fine la coscienza responsabile e totale delle proprie emozioni e delle proprie azioni nei confronti del resto del mondo, compreso sé.
L'essere liberi significa trovare il proprio limite solo nel rispetto dell'altro libero. Questo è ciò che vogliamo/ dobbiamo costruire e faticosamente, per strade e percorsi mentali diversi, abbiamo (in pochi) iniziato da almeno 2 o3 millenni a muoverci in questa direzione.
Questa è quella che io chiamo rivoluzione culturale, altri evoluzione, ed è necessaria alla sopravvivenza non solo della nostra specie umana, ma anche di molte altre che son legate alla nostra: non possiamo sottrarci però al tempo e allo spazio della coscienza, se vogliamo ESSERE, a 360 gradi, al di là e al di sopra dei "generi".
Si tratta proprio di una rivoluzione culturale; anche e sopratutto una
rivoluzione nel modo in cui finora il movimento GLBT ha rivendicato i propri diritti e ha portato avanti le proprie "lotte".
E' arrivato il momento di separare nettamente e definitivamente il movimento dalla politica. La politica porta inevitabilmente a dei compromessi e non possiamo permetterci di ottenere solo compromessi, tantomeno promesse. Un movimento di lotta per il raggiungimento dei pieni diritti civili da cittadini dell'Italia, dell'Europa, del mondo e non da sudditi dello stato italiano non può essere rappresentato frammentariamente da pochi sparsi "politici" con scarse influenze e ancor più scarse possibilità di confronto e dialogo, ma deve rappresentare sé stesso in ogni luogo e in ogni circostanza, portando avanti le proprie rivendicazioni utilizzando i mezzi e le persone (politiche e non ) più utili di volta in volta. Insomma: è ora che siamo noi a sfruttare la politica e non viceversa.
L' autocoscienza/coming out è argomento affascinante, ricco di possibilità di conoscenza di sé. Ma fintantoche ci sarà qualcuno che "spinge", "obbliga moralmente" gay e lesbiche a fare coming out con le scuse più varie, molti GLBT (e anche etero) rimarranno impauriti nell'ombra e non riusciranno neanche mai a sfruttare la formidabile opportunità data dal dialogo e dal confronto con altri gay e lesbiche per prendere coscienza della propria libertà di scelta e di espressione!
Smettiamo di illuderci: gran parte dei gay e lesbiche e trans non ha alcuna intenzione di raccontare in giro con chi e come fa sesso (esattamente come non lo vogliono raccontare gli etero) ed è giusto e degno di rispetto che sia così; colpevolizzare persone che non hanno alcun desiderio di "pubblicizzare" le proprie scelte, poichè non le pubblicizzano, oltre a fornir loro ottimi motivi per rimanere "nascosti" significa solo voler interferire pesantemente nelle loro scelte personali e come tali assolutamente degne di rispetto .
Il movimento gay non è più, da tanto tempo e forse non lo è mai stato davvero, movimento di liberazione sessuale. Quella parte di storia è bene considerarla conclusa e neanche vittoriosamente.
Non ci può essere "movimento di liberazione sessuale" che non sia per la piena parità dei diritti civili, per ogni cittadino, indistintamente: l'ipotesi progettuale/operativa è una sorta di associazione nazionale, o coordinamento, di persone e basta ( tipo quelle dei consumatori), al di là e al di sopra dei partiti politici esistenti e anche di quelli in gestazione. Solo in questo modo, coagulandosi e collaborando su interessi e obbiettivi comuni, persone così diverse come noi tutti siamo sempre e comunque possono coordinarsi per lavorare a raggiungere risultati concreti per tutti.
Dobbiamo liberare anche i nostri nemici se vogliamo essere liberi di essere ciò che siamo.
La quasi totalità di gay e lesbiche non si sente affatto rappresentata da chi oggi va in giro a dire di essere "il movimento gay italiano", non accetta che qualcuno si arroghi il diritto di essere deputato a rappresentarlo in quanto omosessuale nel Parlamento, presso il Vaticano, il Governo, i media nazionali, ecc.
Esattamente come non si sente e non vuole vedersi rappresentato nelle immagini di omosessuali urlettanti e sculettanti che sono le uniche che passano nei media. Oltre il danno anche la beffa: altro che omofobia interiorizzata. Solo un vero movimento di opinione e convinzione, ben cosciente della propria identità rispettosa di ciascuno può essere capace di trovare in sé la forza di autopromuoversi al di sopra e contro la propaganda denigratoria.
Un movimento svincolato dai partiti, e dalle loro logiche di potere e di sudditanza, veramente trasversale, anche alle varie forme dell'omosessualità, per il pieno diritto di ciascuno alle proprie scelte di genere e di comportamento sessuale ( compresi i non-GLBT) è l'unico che possa ottenere ciò che ci spetta in quanto individui e cittadini in tempi relativamente rapidi. alba
Ricevuto da alba montori


commenti

opinioni di psikonum
domenica, giugno 06, 2004 - 16:13
"

si, pubblicità. perché senza questa pietà nessuno l'avrebbe mai votato. e poi comunque ha subito delle pressioni.

in pratica gli hanno detto 'o lo dici te, o ti sputtaniamo noi'. ed ha scelto di mettersi contro il prete grasso che sputa mentre parla con quella voce da platinette ubriaca.

commenti (2)

opinioni di psikonum
domenica, giugno 06, 2004 - 16:11
"

omoaffettività. ha ha ha. allora siamo tutti omoaffettivi, e eteroaffettivi, e transaffettivi.
pluriaffettività suona meglio.

bisessualità. la bisessualità esiste. purtroppo non esistono i bisessuali.

outing? coming out? perché si deve sempre parlare inglese?


commenti

opinioni di gattonero
venerdì, giugno 04, 2004 - 23:54
"

A PaVone? Sì, probabilmente è pubblicità gratuita. E probabilmente era quello il suo scopo. Ma di sicuro ci sono un tot di spunti di riflessione sulla vicenda.
Puta caso ad esempio:

1. Omoaffettività? Embeh, perché non ha detto omosessualità? Che differenza c'è?
2. La bisessualità esiste, o è solo una maschera?
3. Differenza fra outing e coming-out... si sbaglia sempre.

Diciamo che di materiale ce ne sta. Certo, in effetti è pubblicità gratuita, ma calcolando che sono di sinistra, diciamo che per me è una cosa non voluta :ppp




commenti

opinioni di psikonum
venerdì, giugno 04, 2004 - 19:35
"

ma te prego. ma te prego. MA TE PREGO

cecchi paVone e le sue dichiarazioni patetiche.

LA SMETTIAMO CO TUTTA 'STA PUBBLICITA' GRATUITA???

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