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segnalazioni di MrHeartbeat
mercoledì, marzo 09, 2005 - 01:55
"Otto marzo: triste regalo alle donne che desiderano essere anche madri
8 marzo 2005
E’ un otto marzo difficile per le donne quest’anno. Il primo da  quando è entrata in vigore la Legge 40, che compirà un anno tra due giorni, una legge restrittiva e punitiva per il loro corpo e per i loro desideri, unica, inoltre, in tutto il panorama legislativo internazionale.  Un omaggio davvero singolare questo per le donne che, secondo i fautori della legge, devono togliersi dalla testa che la maternità sia un diritto.  Come se non fosse un diritto di tutti cercarla la maternità, pur senza alcuna assicurazione di ottenerla, come avviene sempre, sia in un concepimento naturale sia in uno assistito. Tranne che nel secondo caso il costo umano e psicologico è estremamente più alto.
Eppure anche la Costituzione sancisce il diritto alla genitorialità cosciente e responsabile, come se essere disposti a mettere in gioco il proprio corpo e la propria salute in una ancor più tremenda altalena di speranze e delusioni fosse in contraddizione con tutto questo.
Questa legge è solo una punizione in più oltre alla malattia della sterilità.
In un coro di voci in cui tutti parlano di ciò che non conoscono, poiché la fecondazione assistita è materia complessa e delicata, si parla di embrioni senza parlare di malattia, con il pretesto che queste tecniche riproduttive non curano la sterilità e quindi non servono. Ma che cosa significa quest?asserzione, chiediamo ai tanti esperti di morale che oggi affollano questa discussione che dovrebbe essere appannaggio esclusivo delle donne, che di quelle cure subiscono i sacrifici, le aspettative, le speranze e le delusioni? Se è vero che queste tecniche riproduttive non cancellano l’oligospermia in un maschio o non riaprono le tube di una donna  e pertanto non sono necessarie, bisognerebbe di conseguenza rinunciare a tutte le terapie che non eradicano le malattie pur risolvendo gran parte dei problemi causati dalle patologie.
Così accadrebbe che molte malattie infettive non meriterebbero cura poiché spesso il virus rimane silente nell’organismo, nonostante i farmaci permettano però di sopravvivere e di vivere.
E’ scivoloso il terreno nel quale si vuol normare la morale. Può accadere facilmente che la coercizione di una legge che disciplina la modalità per perseguire i propri desideri crei delle discriminazioni crudeli e irragionevoli, oltre che dei veri e propri paradossi. Come quello per cui si dà la possibilità giuridica a una donna che concepisce naturalmente di poter eseguire un’amniocentesi e, eventualmente, selezionare un feto e si proibisce, invece, a un'altra coppia portatrice di malattia genetica di selezionare un embrione non ancora impiantato.
Alle donne, identificate per secoli come madri, oggi si impedisce di sfruttare al massimo le possibilità offerte dalla medicina e si dice loro come, quando e dove perseguire un desiderio legittimo e consapevole di maternità. Con una legge che fa acqua da tutte le parti, tanto che non esitano a negarlo persino i suoi difensori. Che, come in uno stanco ritornello, la giustificano in nome di un vuoto normativo secondo loro inaccettabile. Ma a una legge le donne avrebbero chiesto ben altre cose.  Avrebbero domandato più garanzie per la loro salute, osservatori sulla ricerca, criteri e standard di qualità inappellabili. Si ritrovano invece ad essere equiparate al prodotto di un concepimento ancora fuori dall’utero. A non poter disporre dei propri gameti, ad avere più chance e meno aggressioni fisiche solo a patto di avere i soldi per andare all’estero.
Ecco il regalo per le donne in questo triste otto marzo: una Legge che disciplina la loro morale, che insulta la libertà individuale e offende la loro dignità rendendo più difficile e doloroso il cammino da percorrere per essere madre.
 
Filomena Gallo
 Avvocato,Presidente Associazione Amica Cicogna onlus
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segnalazioni di MrHeartbeat
giovedì, marzo 03, 2005 - 21:43
"Staminali/Brasile: Cappato e Marzano “Salutiamo la nuova legge sulla libertà di ricerca nel paese cattolico più grande del m

Roma, 3 marzo 2005

Dichiarazione di Marco Cappato e di Antonello Marzano, rispettivamente Segretario ed Ex-Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Ieri il parlamento brasiliano ha approvato la legge che consente sia la ricerca a fini terapeutici sugli embrioni crioconservati giacenti nelle cliniche di fecondazione assistita da un periodo di almeno 3 anni, sia la produzione e commercializzazione degli organismi geneticamente modificati, in particolare la soja transgenica. La stragrande maggioranza dei parlamentari ha accettato le modifiche apportate dal Senato, che consentono la libera ricerca sugli embrioni a fini terapeutici (vietando però la clonazione terapeutica) e la "piantagione, produzione e commercializzazione" di ogm, toccando un settore - quello agroalimentare - di fondamentale importanza per l’economia brasiliana.

L’esito del voto è stato di 360 a favore e 60 contrari: una maggioranza schiacciante che ha messo nell’angolo le residue forze oscurantiste che hanno tentato fino all’ultimo di bloccare l’approvazione della legge. Persi per strada gli evangelici (passati a favore della ricerca senza sconfessare nessuna delle proprie convinzioni religiose), sono rimasti solo i fondamentalisti cattolici e i fondamentalisti ecologisti di sinistra a difendere le posizioni difese fino all’ultimo dalla CNBB, la Confederazione dei vescovi brasiliani.

La mobilitazione dell’intera opinione pubblica brasiliana, giornali, televisioni, associazioni e comunità scientifica, hanno creato nel Paese un clima favorevole alla legge ed un’aspettativa favorevole, che è andata via via crescendo con l’approssimarsi del voto in parlamento, negli editoriali e reportages sui maggiori quotidiani e riviste, in programmi televisivi di massimo ascolto e nei TG. Una situazione di confronto libero ancòra sconosciuta qui in Italia.

Per questo salutiamo, come Associazione Luca Coscioni, il successo della battaglia brasiliana per la libertà di ricerca anche come una "nostra" vittoria. Fondamentale è stato l’apporto delle associazioni di malati brasiliane nostre partners (in particolare il "Movite-Movimento per la vita" brasiliano, la cui presidente Andrea Bezerra de Albuquerque è membro autorevole della nostra associazione) e della scienziata Mayana Zatz, che è stata guida e protagonista influente nel cammino politico della legge nel parlamento di Brasilia, anch’essa nostra alleata e membro del Comitato promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica lanciato da Luca Coscioni.

Salutiamo anche, e soprattutto, questa vittoria, come la vittoria dei malati e delle loro speranze, della ragionevolezza e della libertà del mondo dell’informazione e della politica da ogni condizionamento politico imposto in forza di dogmi violenti quanto indimostrabili. Salutiamo infine, questa prova di maturità della società brasiliana come un grande esempio di civiltà che ci proviene dal più grande Paese cattolico del mondo ed auspichiamo che essa sia per noi viatico di una vittoria dei SI in occasione dei referendum sulla fecondazione assistita che si svolgeranno in Italia fra poche settimane. Si è verificato ieri un evento dalla portata storica, le cui conseguenze cominceranno a farsi sentire, e pesantemente, anche al di qua dell’oceano e del Tevere.

commenti (2)

segnalazioni di gattonero
mercoledì, settembre 22, 2004 - 22:41
"Destabilizzante...

...beh, io lo cito.

Un bel post di PrincessProserpina, che ci informa di un "fattaccio" avvenuto in America.
Un fattaccio che si affianca agli altri casi di "cronaca omosessuale" già citati, fornendo un quadro di quanto sia - da un lato - problematico parlare di fatti di cronaca collegati alla sfera omosessuale (con tutte i pericoli "censori"), dall'altro come - purtroppo - omosessuali o eterosessuali, gli esseri umani sanno dare il peggio di sé...


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